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Titolo

Rosso  Basilicata
Elena Fucci    Aglianico del Vulture 100%

 

Denominazione: Aglianico del Vulture DOC
Annata: 2018
Formato: 0,75 l

Suolo: Vulcanico (Pozzolana)
Estensione del vigneto: 7 ha
Tipo di impianto: Guyot
Densità ceppi per Ha: 10.000 ceppi per ha
Età media del vigneto: 60 anni – Vigna Vecchia

Produzione media per ha: 42 ql/ha
Vinificazione e affinamento: L’uva raccolta in piccole ceste viene direttamente portata in cantina, selezionata e diraspata. Ad acini quasi interi viene immessa nelle cisterne d’acciaio per la fermentazione alcolica (la macerazione dura lo stesso tempo della fermentazione). Segue svinatura e soffice pressatura con pressa a polmone. La fermentazione malolattica viene svolta in barriques da 200 lt (50% nuove) per totali 12 mesi di affinamento. Ulteriore affinamento di 12 mesi in bottiglia prima della commercializzazione.
Solforosa totale: 75 mg/l
Bottiglie prodotte: 28.000
Premi e Riconoscimenti: 3 Bicchieri (Gambero Rosso), 5 Grappoli (Bibenda), Corona Vini buoni d’Italia (Touring Club), 100 Finest Producer (Wine Spectator), 94/100 (Robert Parker)

31,60

Disponibilità: 6 disponibili

Titolo

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Pagamento sicuro

Rosso  Basilicata
Elena Fucci    Aglianico del Vulture 100%

 

Denominazione: Aglianico del Vulture DOC
Annata: 2018
Formato: 0,75 l

Suolo: Vulcanico (Pozzolana)
Estensione del vigneto: 7 ha
Tipo di impianto: Guyot
Densità ceppi per Ha: 10.000 ceppi per ha
Età media del vigneto: 60 anni – Vigna Vecchia

Produzione media per ha: 42 ql/ha
Vinificazione e affinamento: L’uva raccolta in piccole ceste viene direttamente portata in cantina, selezionata e diraspata. Ad acini quasi interi viene immessa nelle cisterne d’acciaio per la fermentazione alcolica (la macerazione dura lo stesso tempo della fermentazione). Segue svinatura e soffice pressatura con pressa a polmone. La fermentazione malolattica viene svolta in barriques da 200 lt (50% nuove) per totali 12 mesi di affinamento. Ulteriore affinamento di 12 mesi in bottiglia prima della commercializzazione.
Solforosa totale: 75 mg/l
Bottiglie prodotte: 28.000
Premi e Riconoscimenti: 3 Bicchieri (Gambero Rosso), 5 Grappoli (Bibenda), Corona Vini buoni d’Italia (Touring Club), 100 Finest Producer (Wine Spectator), 94/100 (Robert Parker)

Curiosità

“Nella prima annata del 2000 vinificai solo una parte delle uve prodotte, per un totale di circa 1200 bottiglie. Per farmi prendere sul serio dalle guide, giornalisti ed enotecari dissi sempre che erano 12000 bottiglie. Il successo fu subito travolgente, tanto che mio papà dovette andare a ricomprarsi le bottiglie che amici e colleghi si erano comprati a Natale per aiutarci, altrimenti non avevamo abbastanza bottiglie per gli ordini che arrivavano da enotecari e ristoratori.” Elena Fucci

Dall’Annata 2017 esiste una versione del Titolo vinificato e affinato in speciali anfore di terracotta non trattata a forma di uovo. Una produzione limitata di sole 933 bottiglie annue.

Suggestione d’Autore

“Sicuramente è un vino importante, adatto più a stagioni fredde e a sapori importanti. Però penso che il rapporto con il vino debba superare il concetto di perfetto abbinamento con il cibo, ed incentrarsi più sul concetto di edonismo, dove il consumatore sceglie di degustare e bere un vino, indipendentemente da tutto e da tutti, ma semplicemente quando ha la voglia e il piacere di farlo.” Elena Fucci

Chicche d’uva – Pillole sul mondo del vino

La Lucania, odierna Basilicata, è un po’ la culla della viticoltura europea: non a caso la sua più antica popolazione era quella degli Enotri, che abitavano l’Enotria, la terra del vino, e i suoi vini, i lucani e i lagarini, sono ricordati dagli scrittori classici. Il territorio del Vulture nello specifico esprime uno dei vini più caratteristici d’Italia che ne esaltano a pieno la biodiversità. Il Vulture è un vulcano a caldera spento da epoca preistorica. Ricco di sorgenti, ricoperto di boschi ha una ricca flora costituita da ben 977 specie. Le sue larghe e fertilissime pendici di natura vulcanica ospitano estesi vigneti coltivati ad aglianico.
Il nome originario del vitigno Aglianico è “Ellenico” prendendo il nome dalla “vitis hellenica” importata dai greci nel territorio, in seguito il nome si trasformò prima in “Ellanico” poi in “Allanico”. Divenne, infine, “Aglianico” durante la dominazione spagnola.
Uno dei paesi più rappresentativi per la produzione dell’Aglianico del Vulture è per l’appunto Barile, località che ospita tra le altre la cantina di Elena Fucci. Lo stemma di Barile raffigura un barile e un grappolo d’uva, a testimonianza della vocazione territoriale strettamente legata all’aglianico. Interessanti sono le oltre cento cantine scavate nel tufo circa cinque secoli fa e ancora oggi utilizzate per l’invecchiamento del vino.
La forma di allevamento più diffusa è il guyot, è presente in minima parte il cordone speronato, mentre l’alberello è ormai limitato solo a piccole superfici, in via d’estinzione è la forma di allevamento a capanno anche per gli altissimi costi di lavorazione che richiede. Il “capanno” è una tecnica colturale antichissima che ritroviamo nei vigneti a consumo familiare: le viti sono condotte ad alberello basso e i tralci sono raccolti su tre canne appositamente disposte. Elena Fucci come pochissimi altri produttori ha voluto mantenere in qualche appezzamento questo inno alla tradizione lucana.