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Marasco Brut Nature

Vino Spumante  Puglia
L’Archetipo    Maresco 100%

 

Denominazione: IGP Salento
Annata: 2017
Formato: 0,75 l
Metodo Bollicine: Martinotti
Dosaggio: Zero
Certificazioni: Biologico

Suolo: Arenaria e pelite, con notevole presenza di ciottoli e humus
Estensione del vigneto: 2,5 ha
Tipo di impianto: Controspalliera libera
Densità ceppi per ha: 4.500 ceppi per ha
Età media del vigneto: 5 anni

Produzione media per Ha: 60 ql/ha
Vinificazione e affinamento
: Pressatura soffice e fermentazione spontanea a basse temperature tramite pied de cuve in contenitori di acciaio inox. Travaso in autoclave e presa di spuma fino all’esaurimento degli zuccheri fermentescibili, affinamento per diversi mesi con frequenti battonage.
Solforosa totale: n.d. – Senza Solfiti Aggiunti
Bottiglie prodotte: 10.000

14,50

Availability: 4 in stock

Marasco Brut Nature

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Vino Spumante  Puglia
L’Archetipo    Maresco 100%

 

Denominazione: IGP Salento
Annata: 2017
Formato: 0,75 l
Metodo Bollicine: Martinotti
Dosaggio: Zero
Certificazioni: Biologico

Suolo: Arenaria e pelite, con notevole presenza di ciottoli e humus
Estensione del vigneto: 2,5 ha
Tipo di impianto: Controspalliera libera
Densità ceppi per ha: 4.500 ceppi per ha
Età media del vigneto: 5 anni

Produzione media per Ha: 60 ql/ha
Vinificazione e affinamento
: Pressatura soffice e fermentazione spontanea a basse temperature tramite pied de cuve in contenitori di acciaio inox. Travaso in autoclave e presa di spuma fino all’esaurimento degli zuccheri fermentescibili, affinamento per diversi mesi con frequenti battonage.
Solforosa totale: n.d. – Senza Solfiti Aggiunti
Bottiglie prodotte: 10.000

Curiosità

Il Maresco è un vitigno a bacca bianca coltivato nella regione Puglia che rientra tra i vitigni pugliesi autoctoni minori. Presente soprattutto nei vecchi vigneti della Valle d’Itria, se ne ignora la reale origine del nome. L’Archetipo attraverso questo vino gli restituisce nuova vita aiutandolo a salvarsi dall’estinzione.

Suggestione d’Autore

“Quando arriva quel periodo dell’anno in cui si inizia a poter pranzare in terrazzo, il Marasco è un vino da tarda mattinata, da bere mentre si apparecchia o si cucina, l’aperitivo perfetto per il pranzo della domenica.” Il team di Triple A

Chicche d’uva – Pillole sul mondo del vino

“Dopo vent’anni di Agricoltura Biologica e cinque di Agricoltura Biodinamica siamo riusciti finalmente a portare i nostri terreni a una situazione di equilibrio che è quella che in termini tecnici è definita agricoltura sinergica.” Così la definiscono a L’Archetipo: agricoltura sinergica con tanto di marchio registrato. Ma di cosa stiamo parlando? Molto spesso avrete sentito parlare di agricoltura biologica o biodinamica. Bé l’agricoltura sinergica è ancora quel cosina in più. Potremmo dire un’attenzione in più, a cosa?

L’agricoltura sinergica basa i suoi fondamenti nella sinergia degli esseri viventi presenti in un ecosistema e nell’estrema valorizzazione dell’humus attraverso l’azione dell’Uomo consapevole.

“Nel momento in cui assistiamo a una predominanza di una qualsiasi forma di vita sulle altre, significa che l’ecosistema non è in equilibrio e questo deve portare l’Uomo consapevole a comprendere i giusti interventi agronomici da porre in atto per giungere all’equilibrio tra tutte le forme di vita di quell’ecosistema specifico. Uomo consapevole è: colui che quando mangia sa cosa sta mangiando, quando parla sa cosa sta dicendo e quando opera sa cosa sta facendo.” Francesco Valentino Dibenedetto

L’uso di concimi chimici, diserbanti e antiparassitari nel tempo hanno portato alla desertificazione del suolo, in quanto tali sostanze incidono su tutta la microflora e microfauna del suolo determinandone la morte. Ogni sostanza organica può tornare a nuova vita solo dopo essere stata interessata dai processi di umificazione (compostaggio) portati avanti proprio da quella microflora e microfauna presenti in un terreno vivo. Venendo meno questi attori, il ciclo della vita si interrompe. La Natura ha programmato questo ciclo in maniera perfetta senza bisogno della mano dell’uomo; pensate ad un bosco, la sostanza organica caduta al suolo (foglie, rami etc) subisce quel fenomeno denominato “compostaggio di superficie” , che altro non è che una complicata e non ancora ben conosciuta sequenza di trasformazioni biologiche portate avanti dalla microflora e microfauna che partendo da una qualsiasi sostanza organica, sia essa di origine vegetale o animale, giunge alla formazione del prezioso humus, vero alimento per le piante. “La follia dell’uomo che ara” è il titolo di un libro di Edward H. Faulkner che ci fa riflettere su ciò che stiamo dicendo. Arando, specialmente con un aratro classico, ossia andando a sconvolgere quei delicati equilibri tra le diverse forme di vita, formatesi in sinergia alle diverse profondità del terreno, andiamo a sconvolgere un grande lavoro che la natura ha tessuto proprio per chiudere il ciclo della vita, permettendo cioè a ciò che muore di tornare presto di nuovo in vita.

Nei vigneti de L’Archetipo sono cinque anni che non si interviene con nessun tipo di aratura e ciò è stato molto salutare per tutte le forme di vita ivi presenti comprese le viti, giungendo a portare la Natura a quello che è il suo fine ultimo: il benessere di Tutti i suoi abitanti, che finalmente si ritrovano nel proprio Archetipo. “Diversamente da come ci hanno indottrinato a pensare e quindi ad agire, gli esseri viventi non sono in competizione tra di loro, ma, al contrario sono in sinergia tra loro. […] se pensiamo che tutta la vita sulla Terra, originatesi a partire da quattro miliardi e mezzo di anni, giunge a miliardi di specie viventi (una più bella dell’altra), tutto ciò non può essere figlio di forze a segno negativo, ma solo risultato di forze sinergicamente positive dove per dirlo in maniera quantistica: uno più uno fa tre!” Francesco Valentino Dibenedetto