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Cinqueterre

28,20

Bianco Macerato    Liguria
Forlini Cappellini  Bosco 80%, Albarola 10%, Vermentino 10%

 

Denominazione: Cinqueterre DOC
Annata: 2019
Formato: 0,75 l

Suolo: Misto
Estensione del vigneto: 1 ha
Tipo di impianto: Pergola ligure alta 1 mt dal suolo
Densità ceppi per ha: 9.000 ceppi per ha
Età Media del Vigneto: 35 anni

Produzione media per ha: 57 ql/ha
Vinificazione e affinamento
: Fermentazione in acciaio e affinamento in vetro.
Solforosa totale: 30 mg/l
Bottiglie Prodotte: 8.500

Disponibilità: 2 disponibili

Curiosità

“Durante il mio primo Vinitaly nel 1989 mi trovai seduto a presentare il mio Cinqueterre 1988 ad un buyer americano molto giovane. In quegli anni in America si importavano delle tipologie di bianco di grande qualità, ma erano prodotti di regioni che esprimevano delle sensazioni aromatiche e fruttate. Lui il Cinqueterre non lo conosceva e non lo aveva mai assaggiato. L’assaggio destò in lui un’espressione di disorientamento e quasi avversione perché si aspettava ben altre sensazioni al palato. Arrivarono invece sensazioni di sapidità e mineralità che non conosceva e che si manifestano sin dal primo sorso. Sensazioni destate dal gran corpo e dalla potenza che persistono in bocca e che descrivono a pieno il nostro territorio.

Trent’anni fa gli americani non ci conoscevano, oggi ci ricercano, ci apprezzano e ci raggiungono per trascorrere le loro vacanze dove hanno imparato ad apprezzare da vicino i nostri territori e i nostri prodotti dei quali se ne sono innamorati.” Giacomo Forlini Cappellini

Suggestione d’Autore

“È il vino che ricollego alla mia infanzia, alla convivialità della vendemmia con i miei parenti e la mia famiglia. È il vino che adoro bere in compagnia di amici e parenti, abbinamento perfetto.” Giacomo Forlini Cappellini

Chicche d’uva – Pillole sul mondo del vino

La Liguria, in particolare le Cinqueterre sono famose per i terrazzamenti, o coltivazione a terrazza, o gradoni. Questi rappresentano in generale una soluzione adottata in agricoltura per rendere coltivabili territori di particolare e accentuata pendenza su un terreno scosceso, come nel caso delle Cinqueterre.

I terrazzamenti sono ricavati scavando in piano parti collinari poi delimitate da muri di pietra, in dialetto ligure “maixei”, costruiti a secco e poggiati sulla roccia viva, che sostengono il terreno formando una sorta di scalino, svolgendo anche un’azione di prevenzione delle slavine, delle alluvioni, delle valanghe, contrastando l’erosione e la desertificazione delle terre, migliorando la biodiversità e creando le migliori condizioni microclimatiche per l’agricoltura. In questo modo anche le colline più ripide diventano utilizzabili per le coltivazioni, specialmente dell’olivo e della vite, ma anche di piccoli orti.

L’“Arte dei muretti a secco” è iscritta nella lista degli elementi immateriali dichiarati “Patrimonio dell’umanità” dell’Unesco. Un giusto riconoscimento a una tradizione che in Italia unisce da nord a sud la Valtellina e la Costiera amalfitana, Pantelleria con le Cinque Terre e in Puglia il Salento e la Valle d’Itria, realizzata e conservata nel tempo grazie al lavoro di generazioni di agricoltori impegnati nella lotta al dissesto idrogeologico.

La Liguria, con i suoi orti nascosti e le vigne inerpicate sulle colline a strapiombo sul mare, è patria privilegiata dei muretti a secco. Da Ponente a Levante ci sono 42mila ettari di terrazzamenti. Una vera e propria arte che ci delizia di paesaggi mozzafiato unici.

In Liguria, dunque, questo tipo di viticoltura rende il lavoro dei vignaioli eroico. Vi è impossibile, infatti, arrivarci con macchine e macchinari, per questo la necessaria manualità impone un aumento dei costi non indifferente nella produzione di questi vini speciali. Non è insolito trovare in questi terrazzamenti dei sistemi di carrucole che permettono lo spostamento e il trasporto dell’uva durante la vendemmia, altrimenti seriamente difficoltosa e ultra dispendiosa di energie.

In queste fatiche, in questa resistenza, in questo amore spassionato per una tradizione profonda risiede la magia dei vini liguri e delle Cinqueterre.

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